La etero curiosa

etero curiosaTratteremo, in questa puntata, di una inquietante e pericolosa categoria femminile: la temibile Etero curiosa.
Partendo dal presupposto che in ogni donna si muovano impulsi omosessuali (latenti, inconsci, irriconosciuti) e tenendo conto del dato statistico che vede attualmente la popolazione femminile surclassare di un terzo quella maschile…è facile preventivare un alto rischio di contatto con un’appartenente alla categoria (almeno 3 volte su 5 incontri).
Pur essendo la tipologia più pericolosa fra quelle prese in esame, resta inspiegabilmente anche la più prolifica. Inutili anche le insistenti procedure di “pulizia etnica” (dai roghi della Santa Inquisizione alle sevizie dell’epilady).
La Etero curiosa vanta almeno altre 3 sotto-tipologie, tutte appartenenti al medesimo ceppo della femina sapiens hortodox lycanthropicae.
Valutiamone insieme le caratteristiche di base, le varianti apprezzabili, le peculiarità comportamentali, la patologia psichiatrica.

Come riconoscerla
La etero curiosa (caratteristiche generali)
Essa vive e si muove liberamente in ogni ambiente. Appartiene e si integra ad ogni sistema politico-culturale, contagiando, trasversalmente, tutte le classi sociali. E’ quindi indubbia la necessità di prestare particolare attenzione e doviziosa cautela nel riconoscimento delle appartenenti a questa malefica stirpe.
Il tipo standard conduce una vita da “normalissima” eterosessuale, ma a ben guardare, piccoli sintomi rivelano all’occhio attento dello scienziato il suo continuo setacciare alla ricerca di una possibile preda.
Predilige ambienti femminili gregari e settari quali le palestre, le squadre di calcetto, la tifoseria in genere, i motorclub. Generalmente depista i cacciatori di taglia (o meglio, “pettegolume urbano e parentale”) accompagnandosi a diversi esemplari di genere maschile con i quali intrattiene improvvisi e promiscui rapporti sessuali, al fine di tutelare la sua vera identità (trattasi della ben nota teoria dello “sputtanamento di copertura” ovvero “meglio passare per puttana che per lesbica”).
Individuato un’esemplare lesquesta nefanda tipologia provvede a duplicare se stessa (generando quello che comunemente si definisce come “alias ectoplasmico di tipo schizoide”): continuando ad agire da etero convinta riesce simultaneamente a sviluppare relazioni omosessuali (simulando un piglio avanguardista da lesbica militante), salvo dissolversi improvvisamente in un nugolo di maldicenze calunniose alla volta della malcapitata di turno.

La etero bisex
Conserva inalterate tutte le caratteristiche soprascritte salvo dedicare ampiamente il 50% delle sue risorse in relazioni prettamente omosessuali. Di norma dedica il restante 50% in relazioni inconfondibilmente eterosessuali. Particolarmente abile nella generazione di alias definiti riesce (indisturbata) a convolare a giuste nozze ed a generare una prole senza interrompere precedenti contatti lesbici. Del resto questa sotto-tipologia considera le due “cose” come giustamente disgiunte ed autonome (salvo lasciarsi dietro una scia di cadaveri femminili).
Da brava “mogliettina”, al cambio di stagione, provvede al riassetto degli armadi (con eventuale spolvero della caterva di scheletri scrupolosamente conservati in paraffina).
Abilmente orchestra due vite parallele ed autoalimentantesi. Festeggia (in duplice copia) ogni ricorrenza. In caso di agnizione da parte del coniuge ammette candidamente il maltorto (eventualmente organizza triangoli isosceli/scaleni/retti nel tentativo di placare i malumori del partner maschile con una sana dose di perversione a multipli).

La  les nascosta
Nasce mossa da una primigenia attrazione verso il genere femminile, ma preferirebbe la tortura del ferro&del fuoco piuttosto che “annientarsi” in un’identità antitetica alla realtà in cui è nata, cresciuta, vissuta (e che considera unica e monolitica certezza della sua vita). Generalmente è di religione cattolica (spesso particolarmente osservante). Si accompagna ad “amiche” del cuore (di cui è profondamente infatuata sin dall’infanzia). Si accoppia spesso ad umanoidi di genere maschile che ha incontrato in occasioni aggregative socio-religiose e boyscautiche, ma con i quali non ha contatti di tipo sessuale. Scampa all’inevitabile conoscenza biblica appellandosi al rispetto pre-matrimoniale della sua “verginità” (atteggiamento che incrementa considerevolmente il numero di decessi maschili per onanismo patologico). Per sua natura predilige la vita e gli ambienti monastici (i “voti” al matrimonio) perché sa di potervi coltivare “vizi&virtù”, corroborata da quotidiane dosi di salvifica espiazione penitenziale. Il suo motto è “prima il dovere poi il piacere” (infatti, solo dopo mesi di digiuno eucaristico, alle più devote, è concesso di tenere nella celletta-dormitorio un grosso cero votivo…).

La  etero trauma
Anche sottoposta alla macchina della verità, all’ipnosi, al training autogeno non sarebbe capace di definire la sua identità sessuale originaria. Dalle rilevazioni tecnico-psichiatriche si evince spesso un trauma infantile deviante (stupro/abuso maschile) che la costringe all’omosessualità in alternativa a pratiche più ortodosse (ma psicologicamente dolorose).
D’aspetto prettamente maschile e dagli atteggiamenti rudi, vive la realtà lesbica come “punizione” autoindotta. E’ generalmente frigida e tergiversa a lungo prima di concedersi fisicamente. Convinta che il sesso sia “opera del demonio” sfugge alla congiunzione carnale con particolare abilità: non si limita ad accampare semplici malditesta (o generiche disfuzioni gastro-enteriche), ma riproduce ed alimenta disarmanti tendenze suicide che la sottopongono spesso al rischio d’essere vittima di morte violenta per raptus della compagna di turno (o di linciaggio, se si è data particolarmente da fare).
In seguito ad almeno un decennio di devastante psicoterapia (e solo al superamento del trauma infantile che la tiene ostaggio di un’identità sessuale che non le appartiene affatto), questa sotto-tipologia abbandona la partner di una vita per convolare a giuste nozze con il primo rappresentante di genere maschile capace di garbo e civiltà.

Come evitare di perdere i migliori anni della vostra vita
La Etero curiosa non ammetterebbe la sua vera natura neanche sotto tortura (anche in laboratorio non si è riusciti a riprodurre le “tendenze” precedentemente descritte e generalmente ricollegabili ad una innegabile omosessualità latente). Soddisfatta l’iniziale curiosità (grattato il prurito, insomma) e nutrito il suo insaziabile ego con le vostre (amorevoli) attenzioni, cestinerà l’intera esperienza come “sgradita” (vi eliminerà dalla sua vita con la stessa naturalezza spicciola che ha tirato fuori per confidarvi che ha provato la cucina cinese e non le è piaciuta).
E’ sconsigliabile avvicinare questa sotto-tipologia ed anche lasciarsi fuorviare da eventuali (anche apprezzabili) sollecitazioni sessual-lovestoriche.
In caso doveste imbattervi in una Etero curiosa, sviate le sue avances regalandole una tessera annua per il corso di “origami&hikebana”: frequentaerà le prime lezioni poi, spazientita, non vorrà più saperne (è la stessa quantità di attenzione che avrebbe dedicato ad un’eventuale relazione con voi).

La Etero bisex adora l’eterogeneità di rapporti che la vita può offrirle. Se potesse si sdoppierebbe/clonerebbe/riprodurrebbe come i vermi (vedi: “partenogenesi”) pur di condurre una varietà di esistenze completamente diverse fra loro. Inutile ribadire l’inutilità di ogni vostra recriminazione. Evitate soluzioni drastiche di tipo casablanchico-transgenderico: discerne benissimo fra i sessi e, dovendo scegliere, non rinuncerebbe mai ad uno status sociale che le garantisca rispettabilità e decoro (come non rinuncerebbe alla sua “trasgressione” preferita). Del resto è ingenuamente quanto profondamente convinta di non nuocere a nessuno se non a se stessa (avete mai provato a condurre una “doppia vita” per anni&anni? Neanche gli astronauti affrontano un training così debilitante).

La Les nascosta preferirebbe uccidervi piuttosto che amarvi (e generalmente prova con l’arsenico). Una volta individuatane una dileguatevi con estrema attenzione e senza imprecare (potrebbe sentirvi bestemmiare e decidere di redimervi a colpi di cero votivo…).

La Etero trauma ha bisogno di voi come degli psicofarmaci. Se avete una seria vocazione al martirio siete sulla strada giusta (la sua vita è un precipizio ed il vostro amore cieco…ergo…). Dimostratele il vostro affetto standole vicina (giusto il tempo di trovare un buon analista che se ne faccia carico).

Consigli utili
Cercate di frequentare ambienti dichiaratamente di parte ed evitate d’infatuarvi perdutamente della prima donna piacente che vi degni di considerazione. Ricordate di essere ugualmente appartenenti al genere femminile (salvo casi dubbi) e che le relazioni fra donne non sono necessariamente di tipo sessual-lovestorico.

Proverbio
Attacca l’asino dove vuole il padrone…

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