La paracula

Mie care pecorelle smarrite…
Il capitolo di oggi prende in esame il tipo Paracula, appartenente alla sottospecie umana della femina sapiens impatiens:
Come riconoscerla
La sua vita è, alternativamente, tutta una tragedia/tutta un tappeto di petali di rosa. Passa (a seconda della convenienza) dall’umor nero all’umor roseo senza benché minimo sense of humour (purtroppo).
Generalmente ha bisogno di qualcosa (aiuto/soldi/conforto) e non esita a far “sceneggiate napoletane” pur di smuovere il vostro senso materno e tutta la vostra sollecitudine. Le sue lacrime (acquistate precedentemente in farmacia, poi debitamente fatte rotolare sulle guance – mentre voi non guardavate) sembrano suggerire quanto sarebbe disposta a tutto pur di avere il vostro appoggio e, peggio-che-peggio, che sarebbe capace di ricoprirvi di quintali di gratitudine&riconoscenza.
Non abboccate: tutto il vostro tempo e le vostre energie, in cambio di una statuetta di Das, fatta a vostra immagine e somiglianza, che potrete comodamente appoggiare sulla cappa del camino a monito di eventuali e future prese per il culo.
Una volta ottenuto ciò che vuole, la Paracula scompare improvvisamente dalla circolazione. Più semplicemente ha scaricato bellamente i suoi problemi sulle vostre amabili spalle avendo così più tempo per sollazzi mondani. Perché (è bene che lo sappiate) la Paracula non parteciperà alla presta soluzione dei suoi stessi problemi (ci state già pensando voi). Sarà, invece, in balia di un’altra Paracula(possibilmente più paracula di lei), per la quale farebbe qualsiasi cosa (passare sul vostro cadavere alla prima occasione, per esempio).
Come evitare di farsi seviziare
Non – ripeto – NON abboccate alle grida di soccorso di una donna che si dispera per un nonnulla (la paracula tende a considerare onerosi ed impraticabili percorsi che voi, invece, affrontate con santapazienza e buonavolontà). Se il problema in esame è davvero difficile da affrontare fatevi coraggio e date una mano (ricordate che la donna onesta prova&riprova prima di rompere le balle a destra&manca).
Valutate, quindi, l’entità della richiesta. Se il problema “insormontabile” è andare a sorbirsi una fila alla posta (es. pagare una bolletta), andare a fare la spesa, chiamare l’idraulico, fare una ricerca bibliografica (es. per un’intera tesi/tesina), portare l’auto dal meccanico etc. sappiate che siete al cospetto di una probabile Paracula.
Ne avrete la certezza assoluta quando:

  1. la tipa in questione si dileguerà non appena assegnatovi il “compito”.
  2. la tipa in questione si dileguerà non appena risolto il problema appioppatovi (possibilmente dimenticando un impagabile, misero “grazie”).
Consigli utili
Se siete perdutamente prese da una Paracula, ma non volete farvi venire un eritema pruriginoso a furia di lacrime finte è necessario che le propiniate alcune (indispensabili) premesse:

  1. non siete capaci di ragionare/risolvere problemi se non dopo una torrida notte di sesso. Quindi, se proprio ha bisogno d’aiuto…
  2. vi rifiutate (perché contrario alla vostra religione) di risolvere problemi che non siano elevati alla N potenza (casi gravi…gravissimi!!)

Come levarvela di torno

  1. non appena apre bocca trista&mesta, interrompetela con una sequela (possibilmente infinita) di problemi&perplessità che vi affliggono (potete anche inventarvene di sana pianta – purché siano sempre di 3/4 livelli superiori, per complessità, a quelli che cerca di propinarvi lei): scapperà inorridita ed a mani vuote (odia sobbarcarsi i problemi altrui).
  2. ignoratela e/o prendetele in giro per non essere capace di gestire al meglio la sua vita: vi investirà con tutta la sequela di problemi che è stata capacissima di risolversi da sola, dall’allacciarsi le scarpe a 6 anni allo scritto della maturità (glissando sulle anime pie che l’hanno aiutata anche in quelle occasioni e che non verranno mai, nemmenolontanamente, menzionate).

Avvertenze
Ricordatevi che non basterà ignorarla: smettere di vederla o di telefonarle non le impedirà di ricordarsi di voi alla minima difficoltà (a volte anche a tempo perso). La Paracula considera un problema anche l’inspiegabile solitudine che l’avvolge e tende a piangere disperatamente per la desertificazione che si è costruita intorno.

Proverbio
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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