La paranoica

Mie care omosessuali, confuse, vilipese, irretite, eccoci alle prese con un’altra pericolosissima e prolifica categoria umana. Quante di voi hanno temuto per la propria incolumità? Quante hanno solcato (malvolentieri) quell’impercettibile linea tratteggiata che separa la realtà dall’incubo? Passiamo quindi alla definizione, identificazione, delimitazione, epurazione di questo esemplare inquietante ed alienato.

Caratteristice generali
La categoria detta della Paranoica raccoglie (ma non isola legalmente) le appartenenti alla sotto-specie umana della femina paranoyde vulgare o femina alienata sapiens. L’individuazione di un’appartenente alla specie è abbastanza difficoltosa. Simile in tutto e per tutto a quasi il 51% dell’umanità attualmente in circolo (quindi non carcerariamente/clinicamente costretta) svierà ogni vostro sospetto con sapiente savoir faire da imbonitrice. Il suo scopo principale è quello di non lasciare che voi sospettiate di nulla (non della sua patologia, certamente): basta già lei a sospettare per tutti.
Purtroppo, questa tipologia genera autonomamente due sotto-categorie pericolosissime ed ingestibili: l’agente segreto e la schizo-ricattatoria. Quando (finalmente) prenderete coscienza di essere al cospetto di un esemplare della genia in questione…sarà (sempre) troppo tardi!

La paranoica agente segreto
Tecnicamente ha paura che qualcuno possa scoprire la sua vera identità sessuale: è seriamente attratta dalle donne e le piacerebbe contravvenire a tutto l’indottrinamento cui è stata sottoposta fin dalla prima infanzia, ma non riesce a bypassare il senso di colpa per qualcosa che non rietiene socialmente accettabile, se non generando alias liberatori che possano farle vivere almeno le pulsioni ritenute più urgenti.
Non mente quando dice che vorrebbe conoscervi, che vi trova attraenti e simpatiche, ma è comunque terrorizzata dall’idea che qualcuno possa vederla in vostra compagnia. Voi siete il riflesso perfetto di tutto ciò che odia di se stessa (qualsiasi cosa che possa stimolare il biasimo di sua madre, in genere). Rappresentate il “marcio” e l’ “impuro” della sua stessa personalità ferita e malata. Che ne sarebbe di lei se il ragazzo incrociato per caso sull’autobus, tornando a casa in piena ora di punta, sospettasse (per colpa vostra e delle vostre sembianze imperdonabilmente e “chiaramente” lesbiche) della sua vera identità sessuale? Lui potrebbe dirlo ad un’amica che magari conosce una compagna di corso della cugina della figlia della vicina di casa dell’idraulico della maestra che aveva alle elementari! E sarebbe davvero una tragedia…
Dopo vostre lunghe (ed inutili) rassicurazioni, accetterà malvolentieri un vostro invito. Voi volete conoscerla. Lei vuole capire se vi conosce già o se siete anche solo remotamente collegate a qualcuno che possa conoscerla già.
Si presenterà al vostro primo (ed ultimo) appuntamento con “leggero” ritardo (spera che voi, spazientite, siate già andate via, risolvendole anticipatamente il problema). Badate! Il fatto che vi abbia concesso d’incontrarla in un posto brulicante di gente non è un caso: in mezzo alla folla potrà valutare la vostra identità indisturbatamente.
Dal canto vostro, non sarà difficile individuarla: è quella con l’impermeabile, il cappello e gli occhiali da sole, nascosta malamente dietro un palo/insegna pubblicitaria/automobile/passante…quella che si guarda continuamente intorno senza degnarvi che di fuggevoli occhiate colpevoli. Rocordate: questa è la sua più importante tecnica depistatoria. Infatti ha già preventivato un possibile e paventato incontro con un/una conoscente: potrà giustificare la vostra compresenza con un salvifico “mi ha chiesto l’ora” o con un meno convincente “mi ha chiesto come arrivare dall’altra parte della città”.
Attenzione: non fate l’irrimediabile errore di salutare od intrattenervi con altri/e che non siano lei! Si è già pentita di avervi rivelato quelle poche fattezze che sporgono dai guanti in pelle e già teme che possiate rilevargli le impronte digitali dal palo al quale era aggrappata nel tentativo di mimetizzarsi con l’ambiente…e voi che fate? Rivelate questi dati salienti ad un altro essere umano che lei non abbia lungamente e sapientemente selezionato? Imperdonabile!
Quindi non la rivedrete mai più…(deo gratias!), ne’ sentirete più parlare di lei. Per vostra fortuna questa sotto-tipologia non è particolarmente pericolosa (se non incattivita dalla vostra insistenza). In un mondo violento ed imprevedibile è giusto essere diffidenti. Cercate di limitare l’inutile perdita di tempo tagliando corto alle prime avvisaglie di paranoia indebita.

La paranoica schizo-ricattatoria
Nascosta la sua vera identità dietro a qualsivoglia paravento demistificatorio (dalla maschera di carnevale al nick che usa in chat) sarà ben disposta a farvi conoscere quella parte di lei che ha sapientemente costruito a tavolino perché risulti piacevole, piacente e dimessa. Vi accoglierà nel suo paradiso artificiale ben conscia della vostra più assoluta buonafede e disponibilità.
Sappiate però che questa sotto-specie teme alla follia la sua stessa ombra, quindi all’esasperazione ogni altra ombra che possa affiancarsi alla sua. Inutile cercare di tranquillizarla. Non le interessa la vostra opinione. Nella sua immaginazione perversa voi e le vostre parole non siete altro che il sussurro ostile dei neri artigli che vede allungarsi sulla parete alle sue spalle, quando cala la notte.
E si limitasse a vedere solo ombre cinesi sul muro! No, tutta la sua esistenza è costruita su un silente ed incoffessato patto con se stessa (se non con il diavolo, dipende dal tono delle allucinazioni): “che sono lesbica non devo sospettarlo nemmeno io!”.
E saranno proprio la vostra calma e serenità a far scattare in lei la molla del sospetto maniacale!
Guai a decantare le gioie da post-comingout (quel periodo relativamente tranquillo che segue alla tempestosa agnizione da parte dei vostri familiari) o la pienezza sentimental-sociale derivante da una folta schiera di amicizie! Questa sotto-tipologia ha già grandi difficoltà a gestire voi e l’incubo che rappresentate…figurarsi la pioggia pericolosa d’umanità che vi gravita attorno.
Vi farà regalo di tante intime e falsissime informazioni su di lei e sulla sua vita allo scopo utilitaristico di reperire più dati possibile su di voi. Non avrà riposo finché non sarà riuscita a trovare un “tallone d’achille”, un dubbio, un senso di colpa sul quale fare leva ricattatoriamente qualora dovesse sentirsi in pericolo. Del resto qualche dubbio doveva già sfiorarvi quando avete ricevuto una sua email in cui enumerava ingiustificatamente tutti i suoi dati sensibili e soggetti alla legge sulla privacy (dalla 675/96 in poi).
Sarete irretite dall’universo di cose che vi accomuneranno, dal vostro gruppo preferito al film che avete visto 15 volte in un mese. E’ tutto un falso, orchestrato per mettervi a vostro agio e convincervi più facilmente allo sbottonamento. Non fate l’errore di arrivare ad una vera e propria conoscenza biblica! Le dareste l’opportunità di reperire vostri campioni organici (e non) che potrà, all’occorrenza, spedire in allegato ad una lettera minatoria alla volta (dipende dal livello di comingout al quale siete, faticosamente, pervenute ) di vostra madre o del vostro capo ufficio.
Tutta colpa vostra.
Un trillante campanello d’allarme avrebbe già dovuto ridestarvi dal vostro torpido interesse per lei in occasione della sua rivelazione più importante: frequenta il DAMS, studia per “fare l’attrice”, “sente le voci”, vede “assassini” ogniddove, “parla con dio”…

Come non essere ammazzate nel sonno
Per la sotto-specie detta “agente segreto” non avrete di che temere. La paura è una sua prerogativa, quindi vi starà alla larga.
Per la seconda l’eventuale disancoraggio si rivelerà ben presto una via crucis impercorribile ma salvifica. Ecco alcune tecniche di auto-tutela:

  1. Regalatele un inaspettato ma risolutivo T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio): gli infermieri che arriveranno a prelevarla, a bordo di un’ambulanza ululante di sirene e lampeggiante di blu elettrico, avranno seria difficoltà a trattenere lei e le sue personalità multiple. Ma non sarà più un vostro problema (almeno).
  2. Scomparite dalla faccia della Terra.
  3. Presentatele una vostra “amica” (appartenente alla stessa categoria)…ci vorrà molto poco prima che, riconosciutesi, le due ingaggino una lotta all’ultimo sangue stile highlander. Arriveranno a tagliarsi la testa vicendevolmente…ma che importa? Avrete risolto due “problemi” in una botta sola. L’unico inconveniente potrebbe essere l’innamoramento delle due (“chi si somiglia si piglia”, dice il proverbio): vi ritrovereste alle prese con una paranoia al quadrato. In questo caso vale la precisazione al punto 2.

Proverbio
“L’inferno sono gli altri”, Jean-Paul Sartre

2 thoughts on “La paranoica

  1. Avete davvero un blog ben fatto! Sareste disponibili per uno scambio di post? intendo guest blogging… ho un blog che tratta di argomenti simili, vi ho inviato una mail per scambiarci i dati. Grazie ancora!

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