Piccoli mostri

Mie care sbandate del multimediale è (ormai) deontologicamente d’obbligo, dopo aver dissertato d’insane passioni senili, affrontare il “seme del male”, ovvero quella giovane genia che è fonte precoce d’amare disgrazie per i vostri provati cuoricini lesbici. Ci occuperemo dei Piccoli mostri, quei teneri germogli colorati e sorprendenti, che v’irretirano, venefici ed aggressivi, come piante carnivore tropicali. Trattasi della puella ludica sapiens, (non ancora definibile femina, per ovvi motivi anagrafici), una “stirpe” nata malevola e geneticamente predisposta al danno ed alla beffa d’ogni vostro (inutile e gramo) intento flirtatorio.

Caratteristiche generali
Cartoni animati a stravendere, maratone televisive e quintali di omogeneizzati producono, ogni anno, generazioni di omosessuali (quasi) perfette e micidiali.
Partendo dal presupposto che le adolescenti sono state, sono e saranno sempre problematiche (soprattutto per chi sa di aver irrimediabilmente salpato dal porto degli anni verdi che furono) è facile intuire che anche una dissertazione sull’omosessualità femminile in erba sarà argomento ostico ed avvincente.
Nonostante il più che pubblicizzato “calo delle nascite”, qualcuno, da qualche parte, non ha ancora la televisione e sforna orde freschissime dalle quali difendersi.
Lolita, Lollipop ed Alice nel paese della meraviglia (altrui) sono le varianti generazionali al tema. Ricordate che i primi passi di queste baby-terminator (ovvero “straziami ma coi baci svezzami”) saranno anche verso di voi: cominciate a mettervi al riparo.

La Lolita
Potendo, sedurrebbe anche la capostipite lesbica paneuropea, se non fosse debitamente seppellita e fossile chissaddove…
Anche in tenera età (prima di arrivare ad essere una teen-ager) avrà movenze e savoir faire da ammaliatrice d’avanspettacolo e non lesinerà attenzioni e stimoli seduttivi a vostro uso e consumo…
Fate attenzione: tecnicamente non le interessate se non come selezionata claque dei suoi brevi trailer amorosi. All’atto pratico, il sesso (e tutto ciò che è annesso e connesso) non è che un gioco…asessuato.
Come una Barbie, anzi, una Skipper votata al ludismo metterà a dura prova tutti i vostri sani principi morali (soprattutto quelli che dovrebbero tenervi lontane dalle patrie galere).
Non maceratevi nel dubbio se sia vero amore o no. Il suo è “linguaggio” stereotipato.
Una vera Lolita sogna di fare la velina, di partecipare a reality-show iper-targhettizzati (quindi in piena ora di punta auditel), di fare la ballerina o la principessa (sul pisello)…e proiettata al raggiungimento dei suoi obiettivi tele-fantasiosi, regalerà performance seduttive a chiunque le capiti sotto tiro (uomini, donne, animali).
Limitatevi a restare nel pubblico, a battere le mani all’occorrenza, a fantasticare sul futuro (dai 18anni in sù) di questo “elisir” gioioso. Preparatevi alla certa delusione di trovarla gravida ed ammogliata “con onore” al raggiungimento della fatidica maggiore età.

La Lollipop
Ricorda terribilmente le appartenenti alla categoria della Alternativa camaleontica ma a dispetto di questa, che segue il gregge per “paura” di essere smascherata (e conseguentemente discriminata), una Lollipop terrà dietro solo a linee socio-politiche dettate dai media e “direttive” morali e comportamentali più che pubblicizzate…state pur sicure che lo farà con rabbia e drittezza.
Se è arrivata a voi è solo perchè si vocifera sui gusti della DeFilippi (in gioventù era detta “Maria la camionista”, soprannome che ha dato adito a dubbi sul suo orientamento sessuale…), perchè cantano le TATU, perchè GayTV è molto trendy, perchè anche Madonna ha avuto il suo “periodo” sulla rive gauche…e perchè sogna di scrivere un romanzo autobiografico, fatto di passioni, sesso, esperienze estreme (dai 700 colpi di spazzola in sù, insomma) ed i compagni di scuola (spesso smilzi e brufolosi) non fanno testo.

L’Alice nel paese della meraviglia (altrui)
E’ chiaramente una lella alle prime armi, ovvero, un esemplare moderno ed up to date dello scrondo pieno di traumi, inibizioni ed autolesionismo che eravate voi alla sua età.
Il suo approccio verso una sessualità “diversa” è molto più naturale di quanto credereste: cresce in un ambiente saturo di rosea accettazione ipocrita e, per giunta, con l’insana convinzione che i telefilm a sfondo lesbico (“Xena” inclusa) servano a regalarle un posto d’onore nella società (vedi posizione post-cartesiana del “sono in TV, quindi esisto).
La sua vita quotidiana scorrerà come quella di una qualsiasi adolescente, avrà amiche lelle con le quali spettegolare ed andare in giro per locali.
Desterà una meraviglia infinita in tutti gli adulti che avranno a che fare con lei (dagli insegnanti, ai genitori ed allo psicologo che, immancabilmente, si farà carico di “raddrizzare” questa sua “stravaganza”). Ai vostri occhi velati da anni di paventate (e subite) discriminazioni sembrerà il precipitarsi, direttamente dal paradiso dei desideri inesauditi, di una manna inaspettata e questo vi convincerà a compiacervi della sua emancipata naturalezza: preparatevi a fare la fine del Cappellaio Matto.
Il fatto che io possa avervi sconsigliato flirtaggi sul filo della criminalità con esserine non ancora ammesse legalmente agli stessi tribunali in cui potreste finire voi non vi dissuaderà dall’andare in deliquio autiscico come è di vostra conseutudine: se non siete capaci di proiezioni causa-effetto semplicissime non potrete che pagarne le conseguenze…
Non posso non ribadire l’ovvio, sperando di far breccia: cercate di tenere ben presente che un’adolescente va in sollucchero almeno un centinaio di volte al giorno, che “innamorarsi in serie” è da tempo una specialità ammessa ai Giochi della Gioventù e che anche voi alla sua età avrete sicuramente avuto una cotta per una donna adulta (insegnante, parente, amica di famiglia, cassiera del supermercato)…ma che, potendo scegliere, le avreste sicuramente preferito la vostra amica del cuore.
E’ proprio ignorando il gap generazionale che rischiate di prendere una tranvata coi fiocchi: lei continuerà ad innamorarsi e flirteggiare come se non ci fosse un domani e voi resterete ferme al palo di un’amara delusione.

Come difendersi dalla covata malefica
Come preventivato succitatamente, il problema Lolita è solo nella vostra testa (se non nella vostra fedina penale). Vi trova attraenti perchè le ricordate Lady Oscar o l’eroina di qualche manga erotico sotratto nascostamente al fratello maggiore…Non siete reali e le vostre attenzioni sono “stramberie” assimilabili a quella degli uomini che la corteggiano (e relative scie di bava).
Sappiate che con estremo candore ed ingenuità raccontarà di voi (e del sollazzo stravagante che rappresentate) ad una madre moderna, confidente che sicuramente conosce o è imparentata con un avvocato penalista che vi darà il tormento finchè vivrete.
Forse l’attrazione che provate per questo “esemplare” viene proprio da riminiscenze cartoonistiche della vostra infanzia…ma, al contrario di una Lolita attuale, avete potuto vedere (con largo anticipio) l’ultima puntata di Lady Oscar…e sapete come va a finire: Six feet under non è solo il titolo di un telefilm.
Restate nel seminato e fate le brave donnine assennate. Del resto, il solo ed unico pericolo concreto che rischiate di correre è quello di fare le “spaventapassere” a Rebibbia.

Scoprire se la candidamente aggressiva lella junior di cui vi siete invaghite appartiene alla covata delle Lollipop non è difficile: basta sondare i suoi gusti televisivi.
Un televisore settato immancabilmente su canale5, Italia1, Rete4, Mtv, Canal Jimmy (per chi se lo può permettere) indica due possibilità:

  1. la ragazza della quale questioniamo vive in Aspromonte e solo il segnale di Radio Maria riesce a penetrare l’etere (nonostante miriadi d’interferenze dovute alle intercettazioni telefoniche verso le numerose e ben radicate associazioni a delinquere mafiose e para-statali), quindi ha una parabola che le permette di ricevere un bel po’ di spazzatura satellitare.
  2. siete al cospetto di una Lollipop D.O.C. (ovvero, “D’Origine Castrante”). Non cambierebbe canale per nulla al mondo (quindi, non tentate l’assalto al telecomando in vista del prossimo telegiornale). La disarmante conferma verrà quando vi confiderà entusiasta che stima&ammira Maurizio Costanzo (Show) ed Emilio Fede “perchè danno opportunità lavorative e visibilità a giovani donne piene di talento e voglia di fare”, (soprattutto di farsi fare), glissando sul fatto che le stesse starlette nelle quali sarebbe pronta ad incarnarsi all’istante sono cerebralmente fornite come ecologiche infiorescenze di rapa.
    Il suo livello di superficialità diventerà ben presto tossico ed inebetente: salvaguardate quel barlume di raziocinio che vi è rimasto disintossicandovi in una qualsiasi biblioteca pubblica o chiacchierando di politica, arte, scienza con una coetanea (servirà a riequilibrarvi gli ormoni).

Difendersi da una Alice è semplice quanto bere un bicchier d’acqua, quindi allenatevi: niente più cannucce e “push-and-pull”, scoarciatoie sentimentalistiche che portano (immancabilmente) al baratro più vicino.
Ai tempi in cui ebbe inizio la vostra incurabile immaturità sentimentale, intrallazzare con una coetanea poteva sembrarvi un’evenienza fortunata e catartica (le giovani lelle c’erano ed ovunque, ma perfettamente celate alla vista, tanto da non permettere una salvifica agnizione o un soddisfacente approccio)…attualmente, al contrario di quanto possa suggerirvi la vostra incapacità relazionale, le teen-ager moderne s’incontrano, si riconoscono, si frequentano e flirtano comme si rien fusse…
Ai vostri tempi il problema insolubile era “riuscirà a capire che l’amo dalla cascata di minchiate scritte nella lettera anonima che le ho fatto trovare casualmente, fra le pagine del libro di storia?”…adesso l’arcano insolubile suona più o meno come un “riuscirò a convincerla a baciarmi con la lingua, mentre passeggiamo mano-nella-mano per le vie del centro?”.
Siete fantasmi “medioevali” ai suoi occhi e non tarderà a svicolare verso opportunità lovestoriche più tranquille, mentre le vostre continue paturnie vi faranno sembrare delle “madri putative” più che delle amanti gratificanti: è lapalissiano, quindi, che sarà lei a dribblarvi con noncuranza verso nuove avventure.

Conclusioni
Chiedervi di mantenere (anche solo simulare) un à-plomb razionale è chiedervi l’impossibile: non posso che ribadire l’utilità di fare tesoro delle proprie esperienze e dei propri errori (senza snobbare quelli altrui, sicuramente meno dolorosi o traumatici per voi).
Così come è definitivamente ostico relazionarsi con lelle più “anziane” è altrettanto impegnativo prendere confidenza (meglio, prendere il largo) con giovani creaturine (fintamente) indifese: “in medio stat virtus”, dicevano gli antichi…cercate di tener conto delle perle di saggezza popolare disseminate sul vostro cammino e reperibili ovunque (nel vostro caso, anche lo “scemo del villaggio” è una fonte attendibile).
Per evitare disastri cardiaci e scompensi psicologici basterà imparare che ad una “causa” nota seguirà sicuramente un “effetto” prevedibilissimo…(il “two and two always makes a five” dei Radiohead non fa testo: smettetela di cercare improbabili giustificazioni alla vostra disarmante mancanza di buon senso).

Proverbio
Ogni rosa ha le sue spine…

Ovvero:
Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore
“…

Per farvi rinsavire e convincervi a marciare sulla retta via…Saffo stessa dovrebbe risalire la rupe…e prendervi a scapaccioni!

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